CALOGERO SI RACCONTA


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Salve... grazie per la vostra visualizzazione
Leggete le altre pagine vi sono tantissimi argomenti utili e piacevoli.
Tutti abbiamo qualche cosa da raccontare della nostra vita: 
è importante che sia da non vergognarsi per averla vissuta.
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CALOGERO il 24 LUGLIO 2018, a Mussomeli, con i suoi amici ha festeggiato i suoi 80 anni in buona salute .
Carissimi amici e carissime amiche… ho bisogno di riposo e di tranquillità: per questo ho scelto di dedicarmi esclusivamente alla Storia Della lingua italiana, e della mia vita che è quella dedicata alla Poesia e agli incontri poetici da me organizzati e a quelli degli altri poeti e operatori culturali. Per conoscerci meglio: io sono nato il 24° luglio del 1938. In Sicilia a Mussomeli provincia di Caltanissetta. Fra breve compirò 80 anni. Vivo a Pioltello (MI)dal 1972. Il corso della mia vita mi ha dato la possibilità di conoscere e frequentare le personalità più importanti in assoluto di ogni categoria.  IO sono stato: Giornalista, Conduttore Radiofonico, Segretario politico, Sindacalista, Fondatore del Centro Culturale Giorgio La Pira, a cui ho fatto dedicare una via a Pioltello. Consigliere comunale di questa città e tante altre cose! Per saperne di più clicca sul link di seguito. Calogero Di Giuseppe. Pioltello 22-3-2018.https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7043832168846922383#editor/target=page;pageID=6284547635030504453      

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P   R  E   M   I
Mai inferiori al quarto posto.
Sette premi, 6 menzioni d’Onore, Tredici medaglie e altri premi e menzioni d’Onore), Premio per la Pace 2005: Torino Fiera del libro. (Centro Studi Cultura e Società. Istituto di ricerca e di documentazione. Terzo Premio Assoluto per l’Opera “Carbonio” Sezione Poesia. Libri, Poeti Per Milano: Una città in versi a cura di Angelo Gaccione: Edizioni Viennepierre Edizioni Milano. Ottobre 2002, Duecento poeti: compresi i premi Nobel. Roma: Dieci anni di Poesia Italiana a cura di Francesco Gligola. Accademia di Propaganda Culturale Lettere Scienze Arti. Personaggio più importante: Antonio De Curti: Totò. Dicembre 1974. Edizioni La Rondine.  Croce verde Pioltello: Arte e cultura. Encomio,  Diploma: La Donna Madre del Disarmo. Mensile di manifestazioni Artistiche e Culturali, di cui Calogero Di Giuseppe e collaboratore.
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DIZIONARIO BIOBLIOGRAFICO DEGLI AUTORI SICILIANI
TRA OTTOCENTO E NOVECENTO.
Diretto da Angelo Manitta e Giuseppe Manitta.
FONDAZIONI CULTURALI ”ARNONE” CITTA’ DI MAMARINEO.
Sezioni inediti ni lingua siciliana. Segnalazione. Quarto posto. Con La Lirica Cunta Li Stiddi Totò. To5ò cioè Salvatore. Marineo 11 settembre 2005. Terzo Concorso di Poesia 1° classificato. 1° maggio 2000. Acli Rodano Milano.
                ACCADEMIA INTERNAZIONALE IL “CONVIVIO” Premio” Publio Virgilio Maroni. Comune Giardini Naxos. RICONOSCIMENTO DI Merito per l’aspetto comico satirico. Dell’opera Cretinario. Sezione libro edito. 17 ottobre 2004. Assessore alla cultura Pancrazio Lo turco, Assessore alla pubblica istruzione, Giovanni Leonardi. 10° anniversario di FONDAZIONE LINEA SOLIDARIETA’. (Ho steso la mia mano ed ho ed ho aperto un sorriso stanco. Citta di Pioltello. (MILANO) PREMIO NAZIONALE 2005: Poesia Edita. LEANDRO POLVERINI.
Assessorato alla cultura della Città di Anzio. Non finisce qui: da aggiungere altri premi.
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PASSO DOPO PASSO SUL BINARIO DELL'ONESTA'
Calogero a Sanremo 1958 
IL FESTIVAL DI SANREMO
CALOGERO DA PAROLIERE A POETA?
Tra le cose più belle che Dio ha creato ci sono gli animali… e tra loro gli uccelli… che a noi bestie umane ci hanno insegnato il canto e l’armoniosa musica… che con la Poesia sprigionano sentimenti indescrivibili e infiniti.  La natura ha dato ai pittori il piacere di cimentarsi con i vari colori, agli scultori il genio di ripetere varie forme fisiche vere o inventate. Per 70 anni il FESTIVAL DI SANREMO ha dato la possibilità di osannare il Canto con le ugole d’oro… ma anche col raglio degli asini. Purtroppo ognuno di noi è soggetto a sbagliare e aggiungere elementi non utili come la vanità del sesso: “vedi farfalla tra le cosce” e tantissime altre cose volgari e indescrivibili. L’egoismo supera ogni cosa: senza alcun rispetto né per sé stessi né per gli altri. Vi domando e mi domando: perché non mettere un regolamento che non si possa partecipare più di una volta? Anche ai conduttori: Uno alla volta per Carità. Finirebbero tutti i trucchi e trucchetti e raccomandazioni di vario tipo! Le case discografiche? Sono loro che scelgono chi e come. Quanto sopra senza alcun astio e solo un mio umile “quasi pensiero”.  7- 2-2017.
www.tuttokalosghero.blogspot.com
Calogero Di Giuseppe  


CALOGERO DI GIUSEPPE SI RACCONTA
(PERIPEZIE DI UN POETA)
Capitolo 1°
NOTE PERSONALI
Nella vita di ogni essere umano il percorso dall’inizio alla fine è incerto… imprevedibile. Si nasce ovunque in periodi sociali non scelti: nella ricchezza e nella povertà. Durante una guerra o in tempo di pace. Io Calogero Di Giuseppe, vi sta raccontando proprie peripezie durante il percorso della propria vita, sono nato sul finire della seconda guerra mondiale: cioè il 24 luglio del 1938 a Mussomeli, Paese agricolo ove a stento si campava con enormi sacrifici, per le difficoltà economiche. Tanto da creare delle tragiche emigrazioni in varie Nazioni. Caluzzu, cioè io, sono nato, per grande fortuna da genitori onestissimi e molto stimati. La mamma, pur nata da proprietari terrieri, a 4 anni era già orfana di mamma e a 6 di papà. Ospitata nell’Istituto Carmelitano di Mussomeli, ne uscì dopo 12 anni. Appena diciottenne ha conosciuto Filippo Di Giuseppe divenuto in poco tempo suo marito. Hanno avuto 5 figli. Francesca, 1930, Salvatore (Totò), 1933, Mariuccia nata nel’34 e morta nel 1936, Calogero 1938, Maria 1944 così battezzata in ricordo della sorellina morta. Dai racconti a noi figli dalla mamma si evince che ha sposato nostro padre Filippo Di Giuseppe quasi subito l’amara esperienza dell’orfanotrofio. Le sue terre, affidate al suo Tutore con altri beni sino alla maggiore età, furono mal gestite e in gran parte rovinate. La casa in campagna è stata demolita. Quelle in Paese quasi inabitabili. Dopo anni di intoppi legali e altro Serafina è riuscita ad avere la maggior parte delle sue proprietà. Filippo Di Giuseppe per vivere si è adattato a tanti mestieri… ma spesso era disoccupato. Serafina aveva appreso dalle suore in orfanotrofio l’Arte del Ricamo. Cioè quella di ricamare i corredi da sposa, e tanti altri ornamenti per le case dei ricchi e dei poveri. Allora era conveniente farsi pagare con prodotti commestibili e non con il danaro. Aveva anche delle allieve che spesso si sdebitavano con “cosi di mittiri mmucca”. Cioè da mettere in bocca per sfamarsi. Anche della frutta, dolci, agrumi, legumi e altro allora molto costosi e rari. In questo modo i figli sono cresciuti dignitosamente: Ben vestiti, ben nutriti e avviati al rispetto di sé stessi e degli altri.   3 marzo 2017         
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Capitolo 2°
“EVOLUZIONE CULTURALE
  Sul finire della seconda guerra mondiale, le famiglie povere, furbe e pochissimo cristiane,  per far studiare i figli gli suggerivano di far finta di voler fare il prete: li mandavano in seminario a Caltanissetta, poi al momento giusto, rinunciavano e tornavano a casa o col diploma o con la laurea. Il trucco era riuscito. Né la famiglia né io abbiamo ritenuto un tale inganno degno “dei Di Giuseppe”. Naturalmente poi io sono stato premiato dalla, per la mia onestà intellettuale più tardi Divina Provvidenza, con l’attuale popolarità da tanti amici che mi circondano per il mio comportamento e per le mie opere culturali. Nascere in un periodo in cui l’analfabetismo in Italia era al massimo storico non rende al neonato povero la vita facile. I genitori con molti sacrifici hanno fatto frequentare le scuole elementari ai quattro figli. L’insegnate Michele Minnella ha chiesto a mia mamma di continuare a studiare con le altre scuole superiori. Ma Serafina ha spiegato che economicamente non ere possibile: doveva imparare un mestiere per aiutare a sopravvivere la famiglia. L’insegnate avendo intuito le mie capacità esclamò piangendo che peccato… che peccato! Sicché Caluzzu ha dovuto iniziare ad apprendere l’arte del cementista, del manuale, del muratore. A 8 anni ho iniziato a studiare musica. A 10 anni suonavo il corno in mi bemolle componente del corpo bandistico di Mussomeli, allora (anni ’40) era uno dei più importanti della Sicilia. Nel 1956 mi son trasferito a Venaria reale e ho trovato lavoro a Torino nella fabbrica meccanica Giustina. Poi Ceriana… vicino Sanremo con l’intento di fare il Paroliere. A Ceriana ho fatto parte del Banda musicale. Ho fatto il manovale   e per mezza giornata il becchino: su invito del Comune per il trasferimento dei resti dell’ossario infantile dal cimitero vecchio al nuovo. Da qui ho iniziato a pensare di fare seriamente il paroliere. Ho pubblicato una sola canzone giovedì ore 21: ispirata dalla trasmissione LASCIA O RADDOPPIA presentata da Mike Bongiorno. sono stato pubblicizzato dalla rivista Canzoni Inedite assieme a Vilma De Angelis. Nel 1960 ho dovuto fare il militare. Il C.A.R. ad Albenga, poi a Villa Vicentina per 17 mesi. Ho fatto parte della fanfara del regimento NEMBO suonando la tromba. A Foza ho scritto una delle più belle Poesie: IL SASSO premiata nel 2005 dall’ACCADEMIA INTERNAZIONALE IL COVIVIO sezione Poesia Classica.   Premio PUBBLIO VIRGILIO MARONE terzo classificato. Subito dopo aver fatto il militare sono tornato a Mussomeli. Per 4 anni circa ho fatto il muratore apprezzato e ben voluto dai clienti ma il lavoro non era continuo per cui mi sono trasferito a Milano lavorando con disaggio per diversi motivi… anche per il razzismo dei lombardi.  Per l’insistenza e la mia onestà la fortuna si è presentata per caso in mio aiuto: amici industriali conosciuti in una società sportiva mi hanno procurato lavoro all’Aeroporto di Linate (1966- 1997) e da qui il benessere sino ad oggi. 3 aprile 2017.  
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Capitolo 3°
IL MISTERO DELLA POESIA
Dalla prima poesia in poi.
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Come tutti gli adolescenti anche io, Calogero, desideravo avverare i miei sogni: volevo diventare compositore lirico: come Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi, Rossini ecc. Ma non è stato possibile per motivi economici non potevo frequentare né l’Accademia né altre scuole. Frequentando i miei amici studenti cominciai ad apprezzare i grandi della letteratura, specialmente Giovanni Verga, Luigi Pirandello e così via. Il Cinema e il teatro mi erano particolarmente congeniali. Per la Regia della Baronessa Mistretta di Mussomeli, ho recitato la fiaba “CAPPUCCENTO ROSSO con Nino Barba mio collega delle elementari con altri amici. Quando le compagnie teatrali girovaghe venivano a Mussomeli, partecipavo come comparsa… così avverava, in qualche modo, qualcuno dei miei desideri. 4 anni prima, un mistero chiamato Poesia, si è adagiato su di me ispirandomi questa prima poesia:

LA MIA PRIMA POESIA
Calogero Di Giuseppe
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Lenta la neve cade
Da questo scuro velo
Uccel cantar non s’ode
Né volteggiar nel cielo
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Nevicata in una terribile notte buia a Mussomeli 1956
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 Ma senza soldi era difficile andare avanti…con le mie idee artistiche, per cui ho dovuto accontentarmi di diventare un semplice suonatore di primo corno in si bemolle. Poi di tromba nella fanfara militare, nel 1961 a Villa Vicentina.  In quel periodo A Foza ho composto una delle più belle poesie: IL SASSO, che dopo 44 anni sono “risuscitato”, a classificarmi 3°. col premio internazionale più adatto: Pubblio Virgilio Maroni!
L’addio alla fidanzata la sera prima di partire per Torino.
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ADDIO AMORE
Ti lascio per Torino
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Nevicava quella sera
Si spegneva lentamente
Sotto un muro,
Tra farfalle di neve,
L’arduo destino...
Anime innamorate
Si persero nel mondo
D’un crudele destino.
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Ogni tanto... ritorna una spina
A lacerarmi il cuore.
STORICA NEVICATA DEL 1956
L’incoraggiamento dei conoscenti e degli amici intellettuali di Mussomeli è stata la spinta vitale per andare avanti anche se soltanto con la quinta elementare. Durante il servizio militare Calogero comprai Il libro. FONTI VIVE, GRAMMATICA E COMPORRE, C.A. SAMBUGAR, LA NUOVA ITALIA, Ristampa agosto 1960 Italia Firenze.  Questo libro di grammatica è stato utilissimo per la mia evoluzione poetica. A pagina189 si trova L’AVE di DIEGO VALERI. La bellezza di questa Poesia mi ha spinto a contattare l’autore e ci sono riuscito: anche se l’epistolario è durato poco tempo a causa della semi-cecità del grande francesista. Quando mi arrivavano le lettere a casa provavo a leggerle… ma erano indecifrabili. Ho telefonato alla domestica che l’accudiva e l’ho pregata di non farlo più stancare. Questo racconto con emozione. Naturalmente quelle lettere son ben conservate come cimeli speciali.
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Capitolo 4°
POETI A MILANO
Prima di parlare dei poeti a Milano preferisco chiarire quel che penso della Poesia e dei poeti che dicono che ci sono “troppi poeti”. La Poesia è un mistero ed è per tutti. A me se ci sono tanti poeti al mondo mi da tanta gioia: più ce ne sono più ho l’opportunità d’imparare e di misurarmi con loro. Quelli a cui i poeti sembrano tanti non li capisco.
                                                                                                                                    
PREMESSA ALLA POESIA
DAL LIBRO FRA LAMIERE AGUZZE
Questa Premessa, alla POESIA, è quel che suggerisco in ogni occasione poetica.
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Esporre un fragilissimo fiore, anche se grazioso, quale è la Poesia all’impeto della tramontana o quando ulula lo scirocco è cosa ardua. Questo fiore ha il gambo sottilissimo: basta un nonnulla per spezzarlo. Voglio affermare che è un fiore di serra, che il giardiniere non ha seminato né piantato e che ora per amore si diletta a coltivarlo. Al di là di ogni allegoria questa è la poesia pura, vale a dire quella ispirata. Quindi va letta in un determinato stato d’animo. Quando il letterato si sovrappone al poeta, cercando forme con “ismi” e associandosi a gruppi distinti con pretese avanguardistiche dando una via obbligata alla tematica, non potrà mai scrivere dei versi che contengano la Poesia pura. Con questo sono ben lontano dall’affermare che il poeta non ha il dovere di rispettare le regole che fanno di una lingua l’espressione del pensiero. Se è difficile trovare nel letterato l’afflato poetico perché non sa staccarsi da schemi prefissi, dal tipo di metrica da adottare, dalla forma delle strofe, se fare le inversioni alla latina, ecc. ecc. è altrettanto difficile da decifrare per il lettore; rinunciando così a “capire “e a trovare lo stato d’animo adatto per la lettura del componimento poetico. Se la poesia non è “sofferta” o “goduta” secondo il messaggio dell’autore, questi non ha raggiunto lo scopo. Ma tante volte non è colpa dell’autore: molti leggono delle poesie con scarso interesse oppure pensando ad altro. Ecco perché a volte la poesia nasce “TRA LAMIERE AGUZZE”.  Ognuno di noi ha il dovere di non far arrugginire il gracile gambo, cioè di migliorare le relazioni e le condizioni sociali con amore senza guardare né colore né razza. Questa premessa per affermare che la semplicità delle parole, degli schemi, della forma dei versi sciolti, scritti soltanto se ispirati, possono avvicinare il componimento maggiormente alla Poesia, soprattutto se si tiene conto di una sincerità assoluta nella tematica portando il lettore ad un maggiore interesse. Calogero Di Giuseppe maggio 1974 Pioltello (MI).
Manifesto per la Fondazione Del “Movimento Letterario Lombardo” Gennaio 2014
 Poesia Lirica e Belle Arti
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Capitolo 5°
Descrizione Milano e aeroporto
Bisogna riconoscere che Milano è stata ed è una città dove ci sono tantissime opportunità di progredire culturalmente in qualsiasi campo. Ma era anche una metropoli dove esisteva disprezzo per gli immigrati: famosi i cartelli nei vari negozi e nelle case in affitto, ove stava scritto: gli immigrati non sono graditi o altri avvisi di varia natura. Il razzismo era chiaro e inutile. All’aeroporto di Linate, ove ho lavorato per circa 30’anni, da operaio ho fatto un concorso per “Capi Linea” … Alla S.E.A. (Società Esercizi Aeroportuali)
Del Comune e della provincia di Milano. Occorrevano 18 Capi Linea. I candidati eravamo 50. Io Calogero, fui classificato al Secondo Posto. Il primo giorno che ho iniziato a fare il Capo Linea, un Agende Rampa (Impiegato) mi guarda e con disprezzo mi sputa e dice: tu non dovevi fare il Capo Linea. Casi del genere succedevano anche fuori: un elettrauto a Cernusco Sul Naviglio si è rifiutato di mettere a posto la mia macchina. Questo era successo anche quando facevo il muratore. Per essere breve… all’aeroporto sono stato assunto da operaio al decimo livello mi sono licenziato da impiegato di 2° livello A. Andare più in alto di così era impossibile… perché avevo soltanto la quinta elementare: la licenza della scuola media l’ho ottenuta
frequentando la scuola organizzata all’aeroporto dalla società S.E.A. ma non era sufficiente.  Quando avevo l’ispirazione poetica o scrivevo sulle mani o sulle palette che mi servivano per parcheggiare gli aerei in arrivo o per avviarli nelle piste per il decollo. Sono stato anche sindacalista della CISL molto conosciuto.
Negli anni ’80 nonostante la mia ignoranza ho fatto il conduttore radiofonico a Cernusco: R.C.S., il consigliere comunale, a Pioltello, Segretario della D.C. sezione De Gasperi. Ho fondato a Pioltello
IL CENTRO CULTURALE GIORGIO LA PIRA. Come Presidente ho fatto venire il Generale Ambrogio Viviani capo del contro spionaggio per i tanti drogati che c’erano a Pioltello in quegli anni. Due volte Don Antonio Mazzi. E i più grandi oncologi di Milano per discute come affrontare i casi di A.I.D.S.  Allora molto frequenti. Spesso mi sono chiesto, e continuo a chiedermi, se tutte le mie iniziative sono state e sono frutti di presunzione, di autostima o di forte protagonismo. Fatto sta che io facevo le cose che altri più istruiti e più capaci di me non osavano neanche pensarci. Io invece ci provavo e ci riuscivo molto bene tra le tante difficoltà. Io sono uno dei pochi che possono dire, con orgoglio, ho fatto e non farò.  Per imparare ho ascoltato, anche di presenza, sempre i protagonisti di ogni categoria. Capi di Stato, Ministri, i migliori Poeti di Milano, I migliori Pittori, Scultori ecc.  Sono convinto che per creduto e stimato bisogna dare l’esempio. Mentre parlavo a Milano
Come presidente del Centro, Culturale Giorgio La Pira mentre dicevo che: la migliore scuola è l’esempio, è entrato il Cardinale Martini. Quando è intervenuto Lui le prime parole che ha detto, indicando me, sono state:
ha ragione lui l’esempio conta più di ogni altra cosa. Da Città Nostra scrivendo articoli per due anni con la mia firma, e conservandoli come documenti, Il direttore poi li ha firmati e mi sono iscritto all’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI ROMA TESSERA N.  56945 Elenco PUBLICISTI 21marzo 1988.

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CAPITOLO N. 6
MAGGIORI ATTIVITA’ DOPO LA PENSIONE
Ho potuto dedicarmi più intensamente alla Poesia dal 1995, Cioè da quando sono andato in pensione con un anno di anticipo per l’offerta con la buona uscita dalla S.E.A. Ma già ero conosciuto come Poeta, giornalista, conduttore radiofonico, politico ecc. In occasione di un concorso di poesie per il 2° centenario del Duomo di Milano, secondo classificato per la poesia dialettale. Milano è stata una città “gestita” dal CORRIERE DELLASERA. Sin da quando il giornale è nato. Soprattutto ha fatto lotte in tutti i campi contro i meridionali! Anche contro il premio Nobel Salvatore Quasimodo. Ma Milano per diventare tale ha avuto bisogno di noi. Ma noi non essendo fessi l’abbiamo fatta nostra. I cinesi hanno occupato u quartiere, altri le aziende più importanti… Anche in piazza del Duomo e nella galleria Vittorio Emanuele non c’è più nulla di milanese. Possiamo ben dire che Milano è “nostra” … degli emigranti. Anche in politica contiamo molto. Milano non è più bella come una volta… non è più una potenza ma una città turistica per le grandi opere del passato. Anche nella letteratura non è più tra le protagoniste, perché fa parte dell’appiattimento che c’è in tutta la Nazione…. Sino ad oggi 8 aprile 2017. Essendo il mio intento di raccontarmi come Poeta racconterò, con la massima sincerità, le umiliazioni e la capacità di superarle con la pazienza per amore della Poesia e per la voglia di vivere da vero Uomo e da vero Poeta. A Milano “culla delle arti” c’era e c’è l’usanza dei Poeti di recitare nei “Caffè Letterari” ed anche in altri luoghi, come le biblioteche comunali, gallerie d’arte: ovunque c’è la possibilità di divulgare la Poesia. Io personalmente con gli amici del mio MOVEMENTO LETTERARIO LOMBARDO ho organizzato incontri poetici per le vie di Milano, anche al cimitero Monumentale… recitando davanti alle tombe dei Poeti e degli scrittori. Personalmente ho preferito essere presente ovunque andassero a recitare poesie i più grandi scrittori milanesi per capire e imparare da loro. Nessuno di loro si è mai dato delle arie da super uomo. Ma tra i mediocri e gli aspiranti poeti era ed è tutto un altro mondo… le lotte per sovrastarsi a vicenda erano e sono meschine e continue. Comunque l’istinto poetico per far conoscere le proprie opere, ha divulgato in tutta la città una “costellazione” di speranze poetiche tali da dare la possibilità di emergere dall’anonimato ed avere qualche briciolo di notorietà. Se tutti i luoghi degli incontri dei Poeti con le speranze fossero state messe in cielo di notte avrebbero dato tanta luce al firmamento come vere stelle. Si dice che i Pittori sono bizzarri, estroversi, ma noi con loro, il rapporto era “pacifico” e amichevole: tanto da essere ospitati per recitare nelle lo sedi, e invitati quando c’erano le loro inaugurazioni. La prima rivista che mi ha ospitato come poeta è stata ARTECULTURA la migliore rivista dei pittori a Milano divulgata in Italia e in qualche altro Stato. Per l’editore Giuseppe Martucci abbiamo organizzato la proposta per il premio Nobel per il DISARMO… ma non ci siamo riusciti. I punti di incontro erano tantissimi… e molti erano gestiti da chi personalmente aveva organizzato il gruppo. Quindi l’operatore culturale decideva chi poteva recitare. Alcuni avevano delle regole, altri no. Ma col tempo e la pazienza, se si era veramente bravi, si emergeva e la stima degli altri, invidiosi o no, era certa e duratura. È da notare che nessuno degli editori andava ad ascoltare per trovare il un bravo poeta da far emergere, come si usava una volta. Per fortuna che cera e c’è internet che dà la possibilità di divulgare le proprie opere in tutto il mondo. Sicché le case editrici hanno perso il loro prestigio: non sono in grado di far leggere le poesie al pubblico tanto quanto internet. La celebrità data ai poeti dall’editoria non è nulla a confronto di quella data dal web. Ho conosciuto casi di Poeti famosissimi venuti da Roma a Milano, annunciati dai grandi giornali, con circa 12 presenze. Mentre nessun gruppo organizzato da dilettanti come me e altri era ed è inferiore alle venti presenze sino ad arrivare ai 50 60 presenze. A Milano ci sono due case della Poesia… nelle quali ho recitato anch’io ma essendo gestiti da Politici e professori, che non professano, non sono stati e non sono il massimo dell’equità. Naturalmente se si è apprezzati e stimati come Poeti e come persone si ha più inviti sino ad avere la possibilità di competere con i poeti più popolari.
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CAPITOLO 7
LA MEDIOCRITA’ DEI POETI CONTEMPORANEI
DAL 1960 IN POI.
L’Ermetismo è stato l’ultimo gruppo poetico importante… non solo per la bravura dei Poeti e dei premi Nobel assegnati a Quasimodo e Montale ma anche perché ha segnato la fine “degli ismi”: l’ultimo fiasco è stato il gruppo 1963 a Palermo. La decadenza della Poesia italiana è iniziata negli anni ’60, quando le strutture scolastiche, comprese le Università, sono state invase da idee balorde, frutto di politiche che ancora oggi, aprile 2017, regnano. L’Italia non è più popolata da Santi e Poeti ma da Politicanti ladri e popolo ignorante politicamente e incapace ad agire. La Poesia, come tutte le arti, è indistruttibile perché è un Mistero e come tale si “appropria” del cuore e dei sentimenti degli esseri umani e ne fa ostaggio. Esempio: io avrei sofferto di meno e avrei subito meno umiliazioni se non fossi stato amante della Poesia. I peggiori diffamatori della Poesia sono i professori  delle università che con le loro opere scoraggiano i giovani. Per la mia esperienza, anche le insegnanti delle altre scuole con le loro borie la superbia e altro non anno assolutamente collaborato a far amare la Poesia. Naturalmente ci sono le eccezioni che non sono sufficienti per affermare che la Poesia dei contemporanei abbia sobrietà e successo. La Poesia si diffonde di più con gli incontri organizzati dai vari Poeti nei vari caffè con date ben precise e con successo. La Rai, i media e altri mezzi di comunicazione dello Stato se ne fregano. Per fortuna che c’è internet che è l’unico mezzo che ci rende popolari, per la divulgazione dei video e delle opere con migliaia di visualizzazioni nei vari blog. Ci sono i Poeti fortunati “sfortunati” … che pur essendo stati assunti dai quotidiani importanti non riescono a vendere qualche migliaio di copie di un libro di Poesie. Al contrario un blog di qualsiasi Poeta ha decine di migliaia di visualizzazioni! Quindi è il “giudizio” dei lettori a “incoronare il Poeta” non più la raccomandazione dell’editore. Purtroppo la R.A.I. preferisce ospitare i pappagalli, politici e non, che dare ospitalità ai “veri poeti” che per fortuna sono tanti. La Poesia è un Mistero… e come tale rimane! Nessuno può distruggere la Poesia. La Poesia è l’espressione dell’anima, non del commercio… né della superbia.
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CAPITOLO N. 8
IL RAZZISMO ESAGERATO IN LOMBARDIA
Il razzismo in Lombardia è stato divulgato con l’aiuto del CORRIERE DELLA SERA (e di qualche altro giornale) in diversi articoli, è incredibilmente vero. Come è verissimo il contributo che hanno dato tutti gli emigranti che si sono “arenati” in Lombardia… dando un utile sostegno all’evoluzione edile, e anche culturale… perché non è detto che i lombardo veneto sono più colti degli immigrati che ha ospitato e ospita.
Personalmente, come descritto al Capitolo 5 ho avuto esperienze varie dei soprusi ricevuti, ma ho saputo impormi con le mie capacità operative in quasi tutti campi, sino ad organizzare con successo, pur avendo acquisito soltanto la quinta elementare. A Pioltello, dove abito ancora, negli anni ’80 ho fondato il CENTRO CULTURALE GIORGIO LA PIRA dove era diffusa la malavita, la droga, malattie di omosessuali e altri problemi gravissimi causati da mafiosetti e veri mafiosi. Ho organizzato incontri con la partecipazione della presenza di Don Mazzi per 2 volte. Del generale Viviani per la droga, (capo del contro spionaggio di allora), Per le malattie sessuali i più grandi oncologi di allora. Sono stato consigliere comunale di Pioltello e Segretario della D.C. della Sezione Arcide De Gasperi. Ho lottato contro il “Polo chimico” senza essere aiutato da nessun partito. In seguito un altro consigliere comunale è stato minacciato da una ditta del POLO CHIMICO che gli ha chiesto 200milioni di lire…  per difendersi mi ha chiesto alcuni documenti che gli ho fornito volentieri per cui non ha pagato nulla. Ho contribuito ad evolvere Pioltello col giornalismo, con le radio private, e con una miriade di altre iniziative: come la lotta con il comune di Pioltello per ottenere dopo circa 18 anni dalla prima richiesta la dedica di una via a Giorgio La Pira. Ho contribuito alla Creazione della LISTA PER PIOLTELLO con la quale abbiamo annullato parte del Partito Socialista. A breve distanza di alcuni aderenti se ne è occupata la Giustizia come hanno riportato i media di allora. Se la Parrocchia di Maria regina ha così tanto benessere attorno è perché anch’io ho dato il mio contributo. Quando ho contribuito a creare il Settimanale parrocchiano INSIEME era molto più bello esteticamente di come è ora! Quanto scritto sopra è per dimostrare che da un ignorante come me… se c’è la buona volontà, la dritta via e l’onestà si può ottenere qualche cosa di buono e utile anche per gli altri. Calogero Di Giuseppe   Pioltello 6 10 2017

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TENUE SPERANZA

Nessuno mi conosce
nemmeno i miei fratelli
neanche mio padre.
e mia madre!? Forse…
 .
Ma un giorno quando Dio
dirà che mi ha creduto
solo allora saprà chi sono
solo allora saprò chi sono.
3 Maggio 1967 Milano

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Dopo tanto tempo quest'urlo di dolore si è assopito: compreso...
e io son quel che sono: un poeta?
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La Speranza ormai  è CERTEZZA: Volano i miei versi in cielo 
con l’alito dell’amore: nelle anime pure... nel loro cuore.
Pioltello 5 11 2017

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CAPITOLO 9

MIO DIO

LUNGO E PLACIDO   È STATO IL MIO CAMMINO
Grazie
Un angelo mi ha seguito passo dopo passo… m’ha corretto ogni errore… nel complicatissimo travaglio umano. Mi ha guidato nella retta via, che Tu, mio unico Dio, mi hai assegnato: bella, luminosa e placida. Nulla ho fatto per meritarmi tanto. Indegno sono per tanta Luce che i miei versi fanno nel cuore altrui: anime sensibili ove si posano planando le Tue idee a me alitate. Cancella Signore mio Dio ogni mio peccato… ogni superbia mia: nel mostrarmi non c’è orgoglio… ma pensieri… ricordi, miseri umani sentimenti. Mio Dio, creatore di ogni essere e di ogni cosa: troppo grande Tu sei per me: forse è meglio rivolgermi a Gesù che Tu hai mandato tra noi… come uno di noi… Ti prego Mio Dio… aiutami sono stanco… il malessere umano mi confonde: il male serpeggia ovunque… aiutami non sono più me!
Grazie per le figlie che mi hai concesse: sono ali che mi fanno volare indenne in questa Terra malfattrice e irriconoscente del sacrificio, per noi peccatori, fatto da Gesù. Angelo di Dio che sei il mio custode: hai fatto bene darmi ogni tanto qualche manata sulle spalle e farmi trasalire per l’errore che stavo per fare: Grazie… Resta con me: non lasciarmi. Che noi esseri umani abbiamo qualche dubbio della tua esistenza, non avendo visto nessun Tuo volto può essere perdonabile: ma negare chi è Tuo figlio mandato da Te per liberarci dagli umani peccati non è possibile: conosciamo la Sua “storia” i suoi discepoli e Giuda che ben rappresenta il comportamento di noi esseri umani peccatori. E la sua “Via Crucis” sino alla Croce e la sua morte con il Buon Ladrone portatosi in Paradiso perché pentito. Speriamo che Tu Gesù, faccia altrettanto per noi peccatori che brancolando cerchiamo di arrivare su verso Te degni almeno come il Buon Ladrone. Pioltello 30 10 2017Calogero Di Giuseppe 
Capitolo 10

Mussomeli immagine di Gesù Morente
GESU’ CRISTO
I dubbiosi possono dire, a buon ragione, che non hanno mai visto Dio…come dargli torto: è vero: solo la fede consente serenamente di accettare il mistero di chi ci ha creato. Ma non si può dire altrettanto di Gesù, mandato dal Padre: Dio… perché prima e dopo della sua crocifissione ci sono fatti e testimonianze inequivocabili… che solo i non credenti osano dubitare o diffondere incertezze sulla discesa sulla terra di Cristo Gesù. L’importanza dei suoi discepoli, la metafora di Giuda traditore… che rappresenta ogni creatura soggetta al peccato, che poi si pente e si impicca su un albero: significa anche la coscienza di coloro che meritano il perdono… perché sono (siamo) esseri umani soggetti ad ogni errore… perché Dio ci ha fati liberi del nostro pensiero come agire, fare, dire. Io che sto scrivendo ciò oso tanto perché non son degno: non ho le capacità storiche letterarie, né un minimo di intelligenza da poter dare un almeno un’idea del grandissimo evento del figlio di Dio: morto e risorto per indicarci la Giusta via in questo complicatissimo “mondo terreno” ove del Regno animale fa parte anche l’Uomo. Ma il regno vegetale, e il regno minerale completano le bellezze del creato: come in cielo le stelle… numerosissime e belle, La Luna il mare: cose da apprezzare come le belle arti e il canto degli uccelli. Pioltello 31 10 2017. Calogero Di Giuseppe 
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Capitolo 11°

G R A Z I E  G E S U’

 MIO DIO

LUNGO E PLACIDO   È STATO IL MIO CAMMINO
Grazie
Un angelo mi ha seguito passo dopo passo… m’ha corretto ogni errore… nel complicatissimo travaglio umano. Mi ha guidato nella retta via, che Tu, mio unico Dio, mi hai assegnato: bella, luminosa e placida. Nulla ho fatto per meritarmi tanto. Indegno sono per tanta Luce che i miei versi fanno nel cuore altrui: anime sensibili ove si posano planando le Tue idee a me alitate. Cancella Signore mio Dio ogni mio peccato… ogni superbia mia: nel mostrarmi non c’è orgoglio… ma pensieri… ricordi, miseri umani sentimenti. Mio Dio, creatore di ogni essere e di ogni cosa: troppo grande Tu sei per me: forse è meglio rivolgermi a Gesù che Tu hai mandato tra noi… come uno di noi… Ti prego Mio Dio… aiutami sono stanco… il malessere umano mi confonde: il male serpeggia ovunque… aiutami non sono più me! Grazie per le figlie che mi hai concesse: sono ali che mi fanno volare indenne in questa Terra malfattrice e irriconoscente del sacrificio, per noi peccatori, fatto da Gesù. Angelo di Dio che sei il mio custode: hai fatto bene darmi ogni tanto qualche manata sulle spalle e farmi trasalire per l’errore che stavo per fare: Grazie… Resta con me: non lasciarmi. Che noi esseri umani abbiamo qualche dubbio della tua esistenza, non avendo visto nessun Tuo volto può essere perdonabile: ma negare chi è Tuo figlio mandato da Te per liberarci dagli umani peccati non è possibile: conosciamo la Sua “storia” i suoi discepoli e Giuda che ben rappresenta il comportamento di noi esseri umani peccatori. E la sua “Via Crucis” sino alla Croce e la sua morte con il Buon Ladrone portatosi in Paradiso perché pentito. Speriamo che Tu Gesù, faccia altrettanto per noi peccatori che brancolando cerchiamo di arrivare su verso Te degni almeno come il Buon Ladrone. Pioltello 30 10 2017 
Calogero Di Giuseppe
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CAPITOLO 12°

IN ALLESTIMENTO
calogero.digiuseppe@libero.it
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